Spam

Hai ricevuto e-mail, IM, SMS, messaggi vocali o altri messaggi indesiderati distribuiti in modo digitale senza mai richiederli? Ecco, questo è proprio ciò che noi definiamo spam.

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Cosa si intende per spam?

Lo spam rappresenta una qualsiasi forma di comunicazione non richiesta inviata in blocco (si presenta solitamente sotto forma di e-mail di massa non richieste. Il suo formato più frequente è un’e-mail commerciale inviata a un numero elevato di indirizzi (si presenta solitamente sotto forma di e-mail di massa non richiesta, Unsolicited Bulk Email o UBE), ma lo “spamming” è anche possibile tramite servizi di messaggistica istantanea, SMS, social network e persino messaggi vocali. L’invio di spam è illegale nella maggior parte delle giurisdizioni.

Una delle tecniche di diffusione di contenuti indesiderati più popolari è l’utilizzo di botnet, grandi eserciti di dispositivi “zombie” infetti. Talvolta sono considerati spam anche le catene di Sant’Antonio e gli hoax, anche se differiscono dal normale spam per il fatto che generalmente vengono trasmessi tra gli utenti senza cattive intenzioni.

Origine del termine

Gli appassionati del programma televisivo comico britannico Monty Python probabilmente sanno già da dove deriva il termine. Nello sketch “Spam” del programma del 1970, due ospiti ordinano un pasto in un caffè Greasy-Spoon e notano che quasi tutti i piatti del menu contengono SPAM®, un tipo di carne in scatola. Sebbene uno dei due volesse un piatto senza SPAM, fu subito chiaro che l’ingrediente era praticamente inevitabile, proprio come accade per i messaggi e-mail indesiderati.

Spam image

Come fare a riconoscere un messaggio di spam?

Se l’e-mail, il messaggio o altre forme di comunicazioni di massa non sono richiesti e si presentano ingannevoli, allora molto probabilmente si tratta di spam.

PS: Se il messaggio è riportato su una lattina a lettere maiuscole, si tratta della famosissima carne in scatola americana a base di prosciutto cotto e maiale.

Come proteggersi dallo spam?

Non pubblicare mai la tua e-mail su siti web e servizi pubblici e, se ti viene chiesto di farlo, adotta la dovuta prudenza. Puoi anche creare un indirizzo e-mail usa e getta dedicato alla ricezione di newsletter o abbonamenti.

Ultimo, ma non meno importante, utilizza un  affidabile anti‑spam solution.

History of spam image

Alcuni cenni storici

La prima campagna di posta indesiderata è stata osservata nel 1978, quando nelle caselle di posta elettronica di circa 400 utenti (o il 15%) connessi al predecessore di Internet, ovvero Advanced Research Projects Agency Network (ARPANET), venne recapitata una serie di messaggi indesiderati. La campagna pubblicizzava la presentazione del prodotto di un’azienda. Tuttavia, dopo che furono inviati tantissimi feedback negativi, questa tipologia di marketing è stata abbandonata, perlomeno per un certo periodo di tempo.

Ulteriori informazioni

Il fenomeno dello spam è cresciuto contestualmente alla diffusione globale di Internet. Negli anni successivi al 2000, i suoi numeri sono letteralmente esplosi, raggiungendo un picco intorno al 2008, quando lo spam globale rappresentava oltre il 90% del traffico e-mail. Inoltre, non si trattava solo della diffusione di annunci pubblicitari non richiesti, ma anche di link di phishing e altri contenuti fraudolenti, nonché famiglie di malware pericolose, che creavano una seria minaccia alla sicurezza a cui bisognava necessariamente porre rimedio.

La battuta d’arresto provenne da più fronti. I fornitori di soluzioni di cybersecurity e gli sviluppatori di software crearono strumenti antispam basati, nella maggior parte dei casi, sul machine learning, una tecnica in grado di filtrare questo tipo di comunicazione. Anche i legislatori emanarono una serie di leggi antispam che bandivano l’invio di messaggi di spam classificandoli come illegali e perseguibili e da cui scaturì una serie di azioni legali contro gli autori delle campagne di spam.

Nel 2008, McColo, un provider di hosting con sede in California fu obbligato a chiudere la propria attività perché accusato di possedere macchine responsabili dell’invio di e-mail commerciali non richieste (“Unsolicited Commercial Email, UCE)”. È stato stimato che dai server di McColo siano partiti tre quarti di tutti i messaggi di spam inviati all’epoca in tutto il mondo.

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